Magnadyne, Saba, Nordmende: questa la squadra che Twenty schiera per farsi spazio tra i televisori e il segmento Ped.

Mesi di startup, organizzazione e affinamento della gamma prodotti, per prepararsi a un 2017 di crescita e a un 2018 dove sì punta in alto. È questo l’iter che ha caratterizzato la fase di startup di Twenty Spa, come spiega Enrico Ligabue, Direttore Commerciale della società: «Ci siamo concentrati sulla partenza, sul gestire i prodotti e sull’assestare le varie fasi amministrative e finanziarie. Abbiamo poi consolidato la parte logistica di gestione dei modelli in arrivo in Italia, anche andando a studiare nel dettaglio le dinamiche merceologiche per rendere il più efficiente possibile la rotazione dei modelli sugli scaffali. Infine, in questo periodo iniziale di startup abbiamo costruito lo staff di vendita e siamo partiti per farci conoscere anche grazie un progetto di comunicazione mirato, che si è sviluppato coinvolgendo il mondo del calcio attraverso le sponsorizzazioni di Spai e Udinese. L’obiettivo è dare visibilità al brand Magnadyne, di nostra proprietà e sul quale abbiamo un progetto di sviluppo di medio termine; poi nel nostro catalogo vantiamo prodotti firmati Saba e Nordmende. Questo bouquet di marchi, tra l’altro, permette a Twenty di proporsi al retail nel breve periodo in modo articolato e flessibile nei segmenti in cui operiamo, ossia Tv e Ped».

Quali leve di marketing state utilizzando?
«Per prima cosa vogliamo allargare la platea di consumatori che conoscono il brand Magnadyne, non solo limitarci a chi già lo conosce per via della storicità e della tradizione che il marchio vanta in Italia. Quindi vogliamo creare momenti di interesse anche per i clienti più giovani. La leva che stiamo utilizzando in questa fase è il prezzo, mantenendo un posizionamento aggressivo per rivolgerci a un target ampio. Dal 2018 contiamo di avere ottenuto un buon consolidamento di Magnadyne al fine di sperimentare operazioni più mirate al valore. Faccio presente che tutte le nostre attività si basano su una filiera corta, per mantenere un’elevata efficienza commerciale».

Che feedback state ottenendo?
«Il trade ci sta già supportando nel nostro percorso. Abbiamo un planning preciso di arrivo dei prodotti e stiamo strutturando reti di vendita differenziate per sfruttare al massimo le potenzialità di canali complementari. Stiamo procedendo nell’allargare in modo organico la rete distributiva per perseguire il nostro obiettivo: nel 2017
vogliamo superare 20 milioni di giro d’affari. Nei nostri progetti, il Tv inciderà per l’80% del fatturato mentre il resto sarà generato dal Ped».

Sui Tv che obiettivi avete?
«Ci stiamo concentrando sulle fasce di prodotto con pannello fino a 47-48 pollici. Abbiamo dunque cinque modelli con schermi da 24,32,37,40 e 47 pollici con un posizionamento di prezzo aggressivo, perché non superiamo la soglia dei 700 euro. Perseguiamo l’intento di farci conoscere il più possibile e di creare una percezione di brand: stiamo partendo, manteniamo un atteggiamento di umiltà nei confronti del trade e del consumatore finale. Anche osservando il mercato in Italia, ammetto che c’è spazio di manovra perché i clienti finali sono attenti a prodotti che garantiscano un ottimo “valuefor money” e l’interesse dei