di Barbara Ganz

L’idea iniziale era di acquisire il marchio e portarlo a Milano, dove ha sede Twenty Spa, azienda dell’elettronica di consumo che opera tramite marche proprie o gestite in esclusiva. Fra queste c’è ora anche Sèleco, marca che negli anni 80  deteneva il 10% del mercato italiano dei televisori. “Tutto è cambiato quando abbiamo messo piede nell’azienda chiusa da anni – racconta Maurizio Pannella, fondatore e amministratore unico dell’azienda – Abbiamo acceso le luci, abbiamo visto le quattro linee di assemblaggio ferme, e abbiamo capito che avremmo dovuto ripartire da qui”. Ovvero da dove Sèleco fu fondata nel 1965 a Pordenone (località Vallenoncello) come marchio della Zanussi Elettronica Spa, divisione elettronica della Zanussi, creata qualche anno prima da Giorgio Tranzocchi su incarico del cavalier Lino Zanussi.

Ora è in corso (al ministero dello Sviluppo e con i sindacati) la trattativa per riportare alla Sèleco circa 50 persone che risultano in esubero all’Electrolux di Porcia, Pordenone. L’obiettivo è far ripartire la produzione di televisori made in Italy al più presto, entro fino anno.

La stessa Twenty prenderà il nome di Sèleco – mantenendo lo stesso assetto societario – per ribadire la fiducia nell’operazione. Da quando l’interesse per il rilancio della fabbrica di Pordenone è pubblico, “i centralini sono impazziti: sono persone che hanno lavorato qui, e che oggi vorrebbero rientrare nella “loro” fabbrica.

In fermento sono perfino i tifosi della Lazio, di cui Sèleco è stato uno storico sponsor: al momento ci siamo limitati a rilanciare con le pubblicità bordocampo della serie A”, spiega Pannella, che ha già rilanciato il marchio Magnadyne (sponsor in serie A di Udinese calcio, sul retromaglia, e in B con la Spal). In questo caso però si tratta solo della commercializzazione di televisori che vengono assemblati in Italia, e venduti a prezzi da fascia bassa del mercato (con un fatturato di 13 milioni). Ora, con Sèleco, marchio che è stato di Electrolux e che è stato acquistato dalla famiglia Asquini (la quale a sua volta l’aveva rilevato a un fallimento) l’obiettivo è di raggiungere 100 milioni di fatturato entro il 2019, guardando anche all’export delle Tv nazionali anche nei Paesi dove erano conosciute: Germania, Francia, Spagna.

Sotto il profilo commerciale l’obiettivo è l’apertura di due canali distributivi, la Gdo (grande distribuzione) e la Gds (specializzata), attraverso i quali raggiungere l’utente finale. Altro dato qualificante nelle scelte distributive è quello della “filiera corta” sia per il controllo effettivo della distribuzione, sia per permettere una sufficiente marginalità a favore del rivenditore. L’idea è aprire un canale di vendita europeo e creare, attraverso Sèleco, una rete distributiva qualificata nei principali mercati del continente.

Il piano di fattibilità è curato da Ernst & Young, la fabbrica, con i suoi 15mila metri quadri, potrebbe riaprire già in estate. Un ruolo chiave per il prodotto, che guarderà a una fascia più alta (si tratta di schermi fino a 55 pollici), sta nel design: lo scorso aprile si è tenuto il primo Sèleco.


In fondo il marchio negli anni Sessanta aveva sfondato sul mercato dei televisori in Italia proprio grazie a caratteristiche di qualità ed estetiche
. Al primo Sèleco workshop design, iniziativa ideata e organizzata da Aurelio Latella Advisory per conto di Twenty, si sono visti televisori reinterpretati come oggetti di arredo, capaci di esprimere una valenza estetica anche da spenti attraverso un mix di materiali ricercati e geometrie, ma anche tv portatili ispirati alle fonovaligie del passato, telecomandi che recuperano in chiave vintage la gestualità analogica e tv totem pensate per riguadagnare centralità nello spazio domestico.

Una sorta di creative camp di respiro internazionale che ha visto riuniti per una settimana. in una location raccolta sullo stile del campus universitario, 15 studenti del circuito IED (Istituto europeo del design) e dell’Isia di Pordenone, provenienti dall’Europa, Cina, Sudamerica e Africa: l’iniziativa verrà presto replicata.

Fra le marche rilanciate da Twenty c’è anche Necchi Home Appliances per i piccoli elettrodomestici (ferri da stiro e apparecchi da pulizie). Il nome Sèleco seriva da selettore continuo, e ricorrere alla creatività dei giovani serve a continuare a selezionare i migliori concept innovativi di prodotto, in vista del rilancio.

Il ritorno di Sèleco rientra di diritto nella categoria Risvegli – storie da un NordEst che si riprende quello che ha perso (o solo dimenticato).

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